Popolo di Milano

La Milano di Alda Merini a dieci anni dalla sua scomparsa

Non basterà mai una giornata per scoprire, per esplorare a fondo una città, che sia una metropoli oppure un paesino di montagna.Così come non basta una vita per imparare a conoscere a fondo una persona.

Immaginate poi se la persona di cui stiamo parlando è una figura come quella di Alda Merini…

Padre, se scrivere è una colpa

Padre, se scrivere è una colpa
perché Dio mi ha dato la parola
per parlare con trepidi linguaggi
d’amore a chi mi ascolta?
Ormai vecchia di anni e senescente,
dove trovare un filo di erba buona?
Che sai dei miei conventi, della grazia
matura delle sante, delle grandi
anime folli? Che posso io trovare
tra gli osanna dell’uomo di cultura?
Altrove è il canto, altrove è  la parola
e Dio non la pronuncia.

(da “Ballate non pagate”)

Ricorre proprio in questi giorni il decennale dalla morte di Alda Merini, poetessa con un legame fortissimo con la città di Milano.

Di Giuliano Grittini [1] – www.aldamerini.com, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8392620

Città che ha tanto amato ma dalla quale al contempo si è sentita anche tradita.

“Milano è diventata una belva, non è più la nostra città, adesso è un agrassa signora, piena di inutili orpelli.”

Tantissimi gli appuntamenti organizzati per onorare la memoria della poetessa. Tra gli altri il più romantico: il 6 novembre è stato intitolato alla poetessa il ponte sul Naviglio Grande in ripa di Porta Ticinese,(angolo via Corsico). Una vera dichiarazione di affetto da parte della città alla Merini, che le dedica il luogo simbolo della sua esistenza e della sua poesia.

Quali altri luoghi racchiudono la poesia della Merini a Milano? Grazie a Milanoguida è possibile prenotare una visita guidata tra le strade di Milano dedicata ad Alda Merini, un vero e proprio viagio dentro l’anima, romantica e tormentata della grande poetessa.

Ma quali sono a mio parere i cinque luoghi da visitare per cominciare ad imparare a conoscere Alda Merini?

Ospedale psichiatrico provinciale Paolo Pini

La Merini visse tra le mura dell’ospedale psichiatrico milanese dal 1964 al 1972, e questa esperienza drammatica e sconvolgente la ispirò nella stesura dei testi di La Terra Santa.

MURALES PAOLOPINI-DSCN6389

Pensiero, io non ho più

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei cosi ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e cosi possa perderti
nell’antro della follia.

(da “La Terra santa” 1984)

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, dove Alda, il 9 agosto 1954, sposò Ettore Carniti

Zitumassin [Public domain]

Ieri sera era amore      a Ettore

Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto:
io e te innamorati
stupendamente accanto.
Io ti ho gemmato e l’ho detto:
ma questa mia emozione
si è spenta nelle parole.

(da “Destinati a morire”)

La sua casa – Ripa di Porta Ticinese 47, Milano

Di Pmk58 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33331686

Il disordine mi è necessario. Nessun poeta può creare nell’ordine e la sua casa è il covo immaginifico”

Spazio Alda Merini – Via Magolfa 32

Se tu non vieni qui

Se tu non vieni qui
io sento che la terra si sfalda
e non mi dà più luce.
C’era un tempo lontano
in cui tutto era letizia
e forse era candore
e forse non era niente
il tempo in cui ero felice,
ma adesso che tu ci sei
è un rumore così tremendo
il battito del cuore in un muro,
è un battito di mille mani
che applaudono applaudono
in continuazione
un pianto senza speranza.

(da “Nel cerchio di un pensiero” – Crocetti Editore 2005)

La sua tomba – Cimitero Monumentale di Milano, nella Cripta del Famedio

Pmk58 [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]

Canto alla poesia

Poesia, terrore del chiaroscuro,
giorno e notte, aurora,
poesia, mia povertà
e mia aperta fortuna
mio rimorso e perdono,
fatto d’aria e montagne
di solitudini atroci
poesia sostanziale e sola
identità della vita
con lui che ti muove
esperto burattinaio.

(da “ Destinati a morire” 1980)

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