Mamma Chioccia

Smart working: come farlo bene

Ormai non c’è più dubbio: il lavoro del futuro è smart.

Certo, per quei pochi che se lo possono permettere, penserete voi, e vi do ragione (io per prima, purtroppo, a quanto pare non sono tra quegli “eletti”).

La strada verso una maggiore fruizione dello smart working è ormai tracciata e la tecnologia di offre tutte le risorse necessarie per poterla seguire, dalla Digital Identity alla Firma Digitale. Sembrava un traguardo lontano e invece l’emergenza sanitaria che viviamo da mesi ormai ci ha insegnato come in breve tempo ogni impiego si può facilmente tramutare, per poter essere gestito comodamente da casa.

Ma se la tecnologia ci offre già da tempo le infrastrutture per trasformare lo svolgimento del lavoro, ciò che deve cambiare radicalmente è la nostra idea stessa di lavoro, di come perseguire e vivere la propria attività lavorativa.

Il lavoro può diventare smart, ma lo dobbiamo diventare anche noi.

Ed è per questo che ho scritto per voi questo post, contenente alcune pillole, trucchetti e consigli per poter lavorare serenamente da casa.

Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

Fondamentale è organizzarsi un proprio spazio ad hoc per lavorare.

L’ideale sarebbe progettarla già quando la casa la si acquista, ma è possibile anche crearla in un secondo momento? Di cosa sto parlando? Di una zona dedicata interamente al nostro lavoro, senza eccessive distrazioni esterne.

Può essere uno studio (per i più fortunati), ma anche un semplice angolo del salotto o, perché no, una parte del divano. Ciò che conta è che sia una zona dove riusciamo a rimanere concentrati sul nostro lavoro, senza distrazioni esterne.

Lo so, per le madri trovare un angolo senza distrazioni in casa è praticamente impossibile, ma ce la faremo!

Alleati fondamentali per il lavoro da casa sono un buon computer, un’ottima connessione internet (e qui potremmo entrare nel vortice della discussione sul digital device e non uscirne più), ma anche un paio di cuffie comode, magari di quelle con microfono incorporato, come nei call center.

Una volta ben organizzato lo spazio di lavoro, è il momento di pensare a come organizzare il tempo.

Anche se si lavora da casa, è importantissimo suddividere la giornata in slot specifici, come se ci recassimo in ufficio.

Mai lasciare nulla al caso, si rischierebbe solo di rimanere mezza giornata a fissare lo schermo in pigiama per poi ritrovarsi a fare tutto il lavoro in una mezz’ora di tempo massimo.

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Bisogna crearsi una routine quotidiana.

Svegliarsi presto e sempre alla stessa ora (ebbene sì, la sveglia va puntata anche se si lavora da casa), fare una buona colazione, una doccia e vestirsi come se si dovesse uscire.

Certo, non serve il trucco perfetto ed il tailleur, ma essere in ordine – si usa ancora questo modo di dire? – e vestiti comodamente ma bene. Immaginiamo che in ogni momento ci possa arrivare una video call, come vorremo farci trovare? In pigiama o meglio una bella polo e dei morbidi pantaloni di cotone?

Come facevamo una volta arrivate in ufficio, anche in casa dobbiamo prefissarci dei mini obiettivi giornalieri.

La famosa to-do-list, lista delle cose da fare, da stilare ogni mattina nei primi dieci minuti di lavoro, con una scansione temporale di mansioni da svolgere e relative tempistiche, in modo da poter meglio controllare il corretto svolgimento del nostro lavoro.

E non dimentichiamoci di comunicare con i nostri colleghi e capi come facevamo in precedenza!

Se siamo sempre state abituate a lavorare in un team, la separazione fisica non deve corrispondere ad una mentale: insieme si raggiungono tutti gli obiettivi molto più facilmente, anche quelli lavorativi, non dimentichiamolo!

E poi di mezzi ce ne sono tantissimi: mail, chat, call, instant messaging… Comunicare ormai è facilissimo, con praticamente ogni angolo del globo, basta volerlo fare!

Ci siamo preparati fisicamente e mentalmente, è ora di cominciare a lavorare. Attenzione però a non strafare.

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La mancanza di una netta separazione fisica tra luogo di lavoro e casa, può ingannarci e portarci a mescolare anche il tempo del lavoro con quello della casa. Portando il primo a invadere eccessivamente se non completamente il secondo.

Ricordate di fare delle pause, di staccare ogni tanto lo sguardo dallo schermo del pc e dal telefono e di fare una passeggiata. La pausa caffè e quella del pranzo sono fondamentali anche se si lavora da casa, per staccare e rilassare un po’ il cervello.

Ricordate che lavorare da casa non è sinonimo di lavorare a tutte le ore!

Come quando andavate in ufficio, ad un certo orario dovevate spegnere il pc, così dovete fare anche a casa, evitate di protrarre le calla all’infinito e fino a notte fonda. E fatelo capire anche a capi e clienti, anche se so bene che in certi casi sarà molto difficile.

Organizzazione, organizzazione, organizzazione: una vera parola d’ordine, fondamentale per sopravvivere allo smart working. E per voi qual è la parola d’ordine per vincere la battaglia con lo smart working?

4 commenti

  • Nicoletta - Viaggiatori per Caso

    Eh sì, imparare a lavorare da casa quando si è abituati ad uambiente dinamico e pieno di gente può essere un trauma! Però tutti i tuoi consigli aiutano molto, in particolare io sto trovando utile l’aver creato una nuova routine di orari e abitudini, che rispetto fedelmente come se lavorassi fuori casa!

  • M.Claudia

    Trovo estremamente utili i tuoi consigli per chi può lavorare da casa, io non rientro purtroppo in questa categoria, faccio la promoter di cosmetici, le clienti il campionario lo vogliono veder toccare anche annusare, non gli basta un catalogo, gli serve la presenza. Quindi fino a che questa problema continuerà io sono ferma.

  • Francesco

    Abituato a lavorare da casa già da diverso tempo, condivido del tutto i tuoi consigli. In particolar modo bisogna fissarsi degli obiettivi minimi così da non “oziare” durante la “permanenza” in casa; così come crearsi una scaletta e un programma sia lavorativo che giornaliero. Vedo gente che non fa altro che lamentarsi che le giornate sono infinite. Sarò io, ma da quando metto il piede giù dal letto a quando si fa sera è una volata che mi sorprende di giorno in giorno per quanto cose ho da fare. Basta cercare qualcosa e non darsi per vinti alla monotonia.

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