Il gusto della tavola,  Una Gallina a Tavola

Vino Come se fosse… La Tognazza

Ci sono profumi che, non so come, non so perché, riescono ad avvolgerci come in un sogno, facendo riaffiorare nella nostra mente ricordi della nostra infanzia, sopiti, magari, ma indelebili…

E così può capitare che, in un pomeriggio di inizio autunno, una passeggiata tra le vigne possa tramutarsi in un tuffo nel passato, in dolci e intense sensazioni che pensavo archiviate.

Avete mai sentito il profumo dei filari di un vigneto durante il periodo della vendemmia?

Che ne dite, festeggiamo insieme l’arrivo dell’autunno con un bel bicchiere di vino?

L’aria della vigna sa di legno caldo, sa di buono, di gioia e amore per la terra, di impegno, di fatica e sudore, ma anche di felicità… Già la felicità di lavorare insieme per ottenere del buon vino, elemento fondamentale per una cena ben riuscita. A mio parere per lo meno.

Sarò sincera: non sono una gran bevitrice di vino (e qui i miei avi friulani e veneti si rivoltano nella tomba… Se penso a quante estati ho passato tra le vigne della campagna di famiglia…), ma so riconoscere e gustare un vino di qualità…

Non ho perciò potuto perdere l’occasione di partecipare, in una serata di fine estate, ad una degustazione di vini de La Tognazza, azienda agricola fondata dal mitico Ugo e portata avanti dal terzo figlio Gian Marco.

Proprio Gian Marco ci ha accolto nella splendida cornice del ristorante Ortobello (amiche milanesi all’ascolto, segnatevi questo nome, un luogo da non perdere a due passi da San Siro), per raccontarci tutto del sogno di Ugo e della sua passione per l’enogastronomia (un cuoco prestato al mondo del cinema, amava definirsi), per guidarci tra le sue vigne, con passione e passionalità, maestria, eclettismo e ironia.

Un vero ospite d’eccezione, che ha saputo trasmetterci tutto l’amore del padre e suo per la terra ed i suoi prodotti: un orto, delle vigne e degli uliveti, cresciuti con amore e credendoci fino in fondo, fino a divenire una azienda di produzione di vini di qualità.

Convivialità: questa la parola d’ordine della serata ed uno dei punti chiave su cui si basa la filosofia de La Tognazza.

Vini informali ma di alta qualità, amichevoli ma ineccepibili dal punto di vista dei processi produttivi e del gusto, vini che abbracciano in pieno la filosofia del km 0.

Durante la serata, accompagnati indietro nei tempi dalla lettura di brani tratti da uno dei libri di Ugo Tognazzi, L’Abbuffone (ecco, durante la serata ho anche scoperto un fantastico scrittore, credo proprio andrò non appena possibile in biblioteca a cercare uno dei suoi libri…), abbiamo degustato tre vini de La Tognazza: Tapioco (dal colore giallo paglierino intenso ed i profumi avvolgenti), Come Se Fosse (rosso rubino, incarna l’eleganza della semplicità) e Antani (più rock, diretto, capace di colpire con un impeto forte e mai banale).

Il vino è profumo, il vino è musica, il vino, di qualità, naturalmente, può essere il migliore compagno per una serata in compagnia. Per vivere a Milano, ma sentire gli echi delle risate di una serata nella campagna di Velletri di cinquant’anni fa…

4 commenti

  • Sara Chandana

    Fosse per me, sarei una grande bevitrice di vino. Tuttavia mi limito a bere il vino a tavola con i parenti, durante i giorni di festa, oppure durante le serate con le amiche. E devo dire che esco sempre più raramente! Mi piace molto la filosofia che si cela dietro La Tognazza e sono curiosa di assaggaire questi vini. Sei stata brava ad invogliare!

  • Valentina

    In pratica i nomi dei vini sono quelli che si sentono in Amici Miei. Anche i miei avi producevano il vino (colli piacentini) ma io non ho mai partecipato ad una vendemmia, né mi sono mai addentrata nei filari di viti. Però grazie di averci fatto conoscere questo nuovo marchio.

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